Intervista a Rachel Sandman

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Rachel Sandman

età: 24 anni

professione: studentessa universitaria all’ultimo anno magistrale di Letteratura, Filologia e Linguistica Italiana.

Artisti preferiti: Jared Leto è l’artista a 360° gradi per me: quello che compone le sue canzoni, che scrive, che suona, che canta, che recita meglio di qualsiasi altro, che smuove le masse, che fa riflettere… Poi dipende un po’ dal settore… Come scrittori adoro Cesare Pavese, Jack Kerouac e Beatriz Williams; nel mondo della musica, i Kings of Leon, Ligabue e ovviamente i 30 Seconds to Mars; nei film, James Franco e Rachel McAdams 

Passioni: adoro leggere; adoro ancora di più scrivere; disegnare e fare fotografie; viaggiare in posti nuovi, anche solo con la mente talvolta; suonare la chitarra; ascoltare musica.

Dove trovarmi: sulla pagina facebook Work in Progress oppure inviando una mail a monica.oliveri@hotmail.it :)

Chi è Rachel? 

Rachel è il lato artistico di me che prende il sopravvento. È l’adrenalina; è la voglia di far uscire le idee dalla mia testa e di tramutarle in forme concrete; è la possibilità di esprimere concetti astratti trasformandoli in immagini.

Cos’è per te l’arte? 

Arte è qualsiasi cosa possa sviluppare il lato creativo che c’è in ognuno di noi. Può essere qualsiasi cosa, basta che ci sia un pensiero dietro, un’idea, una fonte di ispirazione. È il modo attraverso cui le persone possono fare vedere al mondo chi sono realmente.

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Perché ti sei avvicinata al mondo del “fatto a mano”? Come è nata la tua passione?

E’ nata per caso: ho sempre apprezzato gli oggetti e i ciondoli fatti a mano quindi un giorno mi sono detta: ‘Perché non provare a fare io stessa quello che voglio invece di ordinare sempre da qualcun altro?’ Così ho provato e… via. Una cosa tira l’altra e ora invece del semplice paio di orecchini per me, creo su richiesta qualsiasi oggetto gli altri possano volere e che diversamente non troverebbero.

A cosa si ispirano i tuoi lavori?

Mi lascio ispirare dall’emozione del momento, dall’umore del giorno. Tendo a usare maggiormente colori freddi in una giornata cupa e viceversa, nel periodo autunnale, sono una rinascita di colori e forme. Ovviamente, i libri, i film, le serie tv e le esperienze mi lasciano sempre quel dettaglio che poi voglio tentare di riprodurre il più minuziosamente possibile.

Quale tecnica utilizzi per realizzare i tuoi lavori?

Non uso una tecnica particolare in realtà: sono autodidatta quindi ogni cosa che faccio sgorga dritta dalla mia fantasia e dalla mia visione. Certo, guardo continuamente video su Youtube per trarre spunto e per affinare determinati modi di stendere la pasta, mischiare i colori… ma più spesso seguo l’istinto e provo. La mia unica costante è il dettaglio: lavoro nel piccolo, perché così credo di riassumere al meglio l’essenza della creazione che si viene a formare, riproponendola in ogni sua parte.

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Quale è la creazione che più senti tua? E perché? 

Ogni creazione ha una sua storia: personalmente non amo le cose fatte in serie. Gli oggetti che realizzo sono fatti a mano e proprio per questo devono essere uno diverso dall’altro, vuoi per i soggetti differenti, vuoi anche solo per piccoli dettagli che potrebbero sfuggire a un occhio esterno ma che io so invece esserci. Non posso sceglierne una in particolare: ogni cosa è nata per un motivo, in un periodo, per un’emozione o altro. Forse la mia preferita in assoluto è sempre l’ultima: perché è quella che riassume il punto in cui sono arrivata e mi fa sentire fiera del mio lavoro.

Come definiresti il tuo stile?

E’ uno stile Rock direi … Non sono mai banale, non amo fare e rifare fiorellini, fiocchetti e altre cose che tutti hanno visto e rivisto in ogni mercatino o bancarella che vende oggetti di bigiotteria o comunque simili. Voglio distinguermi: mi avvicino maggiormente allo stile delle fiere Cosplay, grazie alla produzione di pezzi basati su serie televisive, libri e saghe. Spero che le mie creazioni abbiano forza e carattere insomma.

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Se potresti scegliere, per chi vorresti realizzare un pezzo particolare?

Domanda difficile… forse, dovendo ipotizzare e sognare in grande… Adorerei creare un ciondolo o un paio di orecchini per Luna Lovegood dei libri di Harry Potter. Sarebbe il soggetto perfetto con cui sbizzarrirsi e con cui confrontarsi… essendo, per citarla, ‘sana di mente quanto me’… sarebbe un bel connubio di creatività e idee.

Che futuro desidereresti per il mondo degli artigiani e del “fatto a mano”?

Spero che in futuro l’artigianato sia maggiormente apprezzato rispetto a quanto avviene oggi. Mi fa accapponare la pelle la gente che non capisce quanto lavoro può esserci dietro a un minuscolo ciondolo realizzato a mano; mi fa rabbia quando alcuni non comprendono come non sia possibile realizzare venti pezzi tutti identici e che forse il bello è proprio questa unicità dei singoli pezzi. Spero ecco che in un futuro prossimo l’artigianato in ogni sua forma possa avere maggior riscontro ma soprattutto possa essere compreso da più menti. Forse confido in un’utopia, ma da eterna sognatrice quale sono, continuo a sperare…

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